LA VISTA DEI BAMBINI
La prima infanzia è per il bambino un periodo di intensa attività biologica e di attivazione di tutti i sistemi motori e percettivi che sono la base per lo sviluppo cerebrale e per l'acquisizione delle funzioni superiori; di cui la visione è una delle più complesse.
Ogni ostacolo che si frappone allo sviluppo psicomotorio del bambino può essere accompagnato da alterazioni visive; è importante quindi che la visione del bambino si sia adeguatamente sviluppata ed egli sia pronto a costruire capacità ed apprendimenti più complessi.
Un bimbo quando nasce non ha ancora sviluppato la vista, riesce solo a percepire suoni e colori. Col trascorrere delle settimane comincia a intravedere annebbiato e solo in bianco e nero. E’ solo a partire dai 2 mesi di vita, che il bimbo inizia a sviluppare meglio la vista. A partire da questo momento e per tutto il periodo della prima infanzia, il bambino attraversa un grande periodo per quel che riguarda l’attivazione dei motori percettivi e l’attività biologica.
Entrambi sono le principali basi per lo sviluppo a livello cerebrale e di altre funzioni. Tra queste, quelle del campo visivo è la più delicata. Tuttavia, già da bambino possono subentrare alterazioni visive, ed è per questo che il processo dello sviluppo psicomotorio è molto lungo e complesso. Anche un piccolo ostacolo che ferma o rallenta lo sviluppo, può portare a disturbi visivi.
E’ importante inoltre, sottoporre il bimbo a diverse visite oculistiche. La prima, in assenza di determinate patologie visive, si dovrebbe effettuare entro i 4 anni di età del bimbo. In questo modo, si potrà conoscere il grado dell’acutezza visiva che aumenterà, man mano che il bimbo cresce. Così, se all’età di un anno, la vista del bimbo, sarà pari a due decimi, due anni più tardi e fino all’età prescolare raggiungere gli otto decimi, per poi arrivare ai dieci decimi all’età di 8 anni.